100.000,00 € DI RISARCIMENTO PER ISCHEMIA MIDOLLARE A SEGUITO DI CORREZIONE DI PSEUDOANEURISMA

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100.000,00 € DI RISARCIMENTO PER ISCHEMIA MIDOLLARE A SEGUITO DI CORREZIONE DI PSEUDOANEURISMA

In data 28/5/2013, lil Sig. D. si ricoverava presso l’Ospedale M. con diagnosi di “pseudoaneurisma cronico in sede istmica. Pregressa decoartazione aortica corretta mediante impianto di protesi tubulare. Difetto interventricolare perimembranoso di tipo restrittivo. Ipertensione arteriosa. Sindrome ansioso-depressiva”. In corso di degenza, il giorno 30/5/2013, egli veniva sottoposto ad intervento chirurgico di “ripristino della continuità aortica con nuova protesi con anastomosi prossimale alla pregressa protesi tubulare ed anastomosi distale al moncone aortico”. Nel post-operatorio, quali chiari segnali dei fallimentari esiti del predetto intervento, insorgevano ipostenia agli arti inferiori e ritenzione urinaria, con necessità di persistenza di catetere vescicale anche alla dimissione. Nel prosieguo, il Sig. D. effettuava riabilitazione cardio-respiratoria presso apposita struttura, ivi giungendo in condizioni cliniche scadenti, caratterizzate da astenia, ipotrofismo delle masse muscolari e deambulazione difficoltosa (come da anamnesi prossima presente in cartella clinica). Nel mese di novembre 2013, il ricorrente accedeva presso la Casa di Cura V., venendo refertato per “Paraparesi spastica arti inferiori da esiti di ischemia midollare a livello dorsale post-intervento per aneurisma dell’aorta toracica”. Ancora, nel febbraio 2016, si rendeva necessario ulteriore ricovero ospedaliero, in occasione del quale veniva infaustamente confermata la summenzionata diagnosi. Allo stato attuale, in conseguenza di quanto innanzi, il Sig. D. riporta un corteo disfunzionale altamente invalidante, caratterizzato da disturbi sfinterici, e deficit statici e deambulativi. Le anzidette patologie pregiudicano massivamente l’autonomia del paziente, che non è in grado di mantenere la stazione eretta, ed è impossibilitato alla deambulazione senza appoggio. Per tali motivi, egli necessita di assistenza continuativa per lo svolgimento dei normali atti della vita quotidiana.

 

 

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