IL DANNO RIFLESSO VA RICONOSCIUTO ANCHE AI PARENTI DI UN SOGGETTO INVALIDO SOLO TEMPORANEAMENTE

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IL DANNO RIFLESSO VA RICONOSCIUTO ANCHE AI PARENTI DI UN SOGGETTO INVALIDO SOLO TEMPORANEAMENTE

Un'invalidità parzialmente invalidante può comportare, oltre al dolore per la menomazione del congiunto, anche la necessità di un impegno di assistenza (e, quindi, un apprezzabile mutamento peggiorativo delle abitudini di vita di chi la presti) a carico degli stretti congiunti; né -per altro verso- la circostanza che l'assistenza sia motivata da vincoli di affetto e solidarietà propri dei rapporti familiari vale ad escludere che il congiunto non subisca concreto pregiudizio per la necessità di adattare la propria vita alle sopravvenute esigenze del familiare menomato. Rileva -in altri termini- il fatto che il familiare di una persona lesa dall'altrui condotta illecita può subire uno stato di sofferenza soggettiva e un necessitato mutamento peggiorativo delle abitudini di vita (incidente sul profilo dinamico della propria esistenza): entrambi i pregiudizi debbono essere risarciti, laddove rivestano i caratteri della serietà del danno e della gravità della lesione, senza che possano valere ad escludere la sussistenza del pregiudizio la circostanza che l'invalidità del congiunto non sia totale o il fatto che l'assistenza possa essere stata ripartita fra più familiari (trattandosi di elementi rilevanti al solo fine della quantificazione del danno). (Civile Sent. Sez. 3 Num. 28220 Anno 2019, Presidente: TRAVAGLINO GIACOMO, Relatore: SESTINI DANILO, Data pubblicazione: 04/11/2019)

 

 

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